L’ing. Guala forse non se ne rende conto fino in fondo, ma ha avuto la rara fortuna di conoscere gran parte dell’Italia: prima come soldato, poi come assistente di Urbanistica, incaricato dal professore di studiare i piani regolatori delle città del Sud. “Tu le conosci, e ti diverti”, gli diceva. E in effetti quell’esperienza si innestava su un percorso già ricco: il lavoro per l’Edison Volta, poi per l’Enel, dove — pur essendo strutturista — finiva spesso per sconfinare nell’architettura (in mezzo a tanti ingegneri elettrotecnici non era difficile) e arrivava perfino a firmare i propri progetti, cosa tutt’altro che scontata in un contesto in cui i nomi dei professori universitari fungevano spesso da garanti formali.
A trentadue anni, fu poi l’Italcementi a imprimere una svolta decisiva al suo percorso portandolo a girare prima tutta Italia, poi l’Europa e infine alcune parti del mondo, seguendo l’espansione dell’azienda e l’acquisizione di nuovi stabilimenti.
Eppure, il baricentro della sua attività fuori sede restò sempre Roma — la Roma di mezzo secolo fa — dove entrò in contatto con alcune delle personalità più brillanti, eredi di una grande tradizione costruttiva e insieme desiderose di rinnovarla.
Di storie da raccontare ne avrebbe molte.
Ma una, più di altre, ama ricordare: quella di come nacque la sua amicizia con Sergio Musmeci, l’autore del celebre Ponte sul Basento.
Anna Manzoni
SERGIO MUSMECI E IL PONTE SUL BASENTO
Data:
27 Marzo 2026